Lista dei prodotti per produttore Cult

Se nel 1987 era l'anfibio la calzatura-simbolo del brand marchigiano di calzature, oggi la linea ha una fisionomia più articolata. 


"Soprattutto nell'ambito delle proposte per i giovani, non è raro il caso di nomi-meteora, che durano poche stagioni e poi spariscono: fortunatamente, il percorso di Cult è diverso", ha detto a fashionmagazine.it Dino Pizzuti, brand manager di questa collezione, di proprietà come Docksteps del calzaturificio Zeis Excelsa di Montegranaro (Ap), realtà attiva anche sul fronte licenze, per esempio con Dirk Bikkembergs. 
"Per molto tempo Cult si è identificato con i cosiddetti 'anfibi', in particolare con i modelli a otto buchi con puntale d'acciaio, di cui sono state vendute 1.300.000 paia - ha proseguito Pizzuti -. Ma, soprattutto negli ultimi tre/quattro anni, il mercato è profondamente cambiato e così anche il mondo di Cult". Intorno al core business degli anfibi si sono concretizzati nuovi sviluppi soprattutto in direzione delle sneaker uomo e donna, che hanno portato alla creazione di modelli di particolare impatto, come lo "Square" personalizzato dalla riproduzione della mappa di una città (la prossima uscita sarà Stoccolma). 
"Un'evoluzione che ha portato anche il target di età ad alzarsi - ha precisato il manager - per stabilizzarsi sulla fascia 25/45 anni". L'ultima "trovata" in casa Cult è una scarpa che sintetizza le due anime del marchio: un tronchetto con zip e suola in gomma vulcanizzata, che prende il meglio dell'anfibio e della sneaker. La distribuzione tocca circa 600 multimarca fra Italia ed estero, "dove siamo forti in tutta Europa e in particolare in Benelux, con l'obiettivo di espanderci verso Russia e Paesi dell'ex Unione Sovietica, Cina e, oltreoceano, Canada". 80 mila le paia vendute a ogni stagione, con un giro d'affari di sette milioni di euro l'anno, su un totale di 100 milioni per quanto riguarda Zeis Excelsa nella sua globalità.

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